La bambina che raccontava i film

La bambina che raccontava i film

di Hernán Rivera Letelier

Questa è la storia di Maria Margarita, una bambina, figlia di un invalido.

La sua e quella dei suoi quattro fratelli è una vita povera e durissima, nella quale l'unica distrazione è il cinema, che fa giungere nel miserabile villaggio di minatori nel deserto di Atacama film con le stelle dell'epoca: da Marilyn Monroe a José Alfredo Jiménez, re della musica e del cinema messicano. Ma in casa non ci sono soldi e soltanto uno dei figli potrà assistere agli spettacoli. Il fortunato verrà scelto in base a una caratteristica specifica: chi riuscirà a narrare meglio il film conquisterà il diritto a vedere tutte le proiezioni, raccontandole poi alla famiglia.

Inaspettatamente è la bambina a dimostrare una bravura straordinaria nel narrare i film, immedesimandosi nei personaggi, riuscendo a coinvolgere gli ascoltatori, mimando, cantando ma soprattutto non trascurando neanche il dettaglio più insignificante. Il talento della piccola raccontatrice di film fa velocemente il giro dei villaggi e delle miniere vicine e la sua fama corre in fretta. È talmente brava che il padre decide di trasformare la povera casa attrezzandola alla meglio come una sorta di sala cinematografica, alla quale si accede non pagando il biglietto ma lasciando un'offerta a piacere. Ben presto Maria Margarita viene chiamata anche a casa d'altri, e raccontare un film diventa alla fine per lei un modo di regalare attimi di felicità. Ma tutto questo è destinato a finire quando nel villaggio fa la sua comparsa la televisione.

Finalmente la felicità - Un film di Leonardo Pieraccioni. Ci sono dei momenti in cui una donna scopre degli aspetti di sè che non avrebbe mai sospettato di avere. La Caffetteria. L'uomo che verrà - Un film di Giorgio Diritti. Purtroppo, lo strapotere ANPI ha tolto voce a tutti i partigiani non-comunisti che combattevano e si comportavano in modo diverso.

A cura di Alessandra Minerbi, con la collaborazione di Anna Sarfatti e Matteo Collotti. La Caffetteria.

Ero ormai prossima ai quarant'anni quando mi accorsi che la mia vita era trascorsa così, in maniera banale, senza alcuna emozione. Finalmente la felicità - Un film di Leonardo Pieraccioni. Diciamo che a voi sono capitate quelle “peggiori” cioè quelle che se la prendono con l’amante e pensano che il marito sia una povera vittima.

Con Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi. Ebbi la testimonianza diretta di un amico, morto da pochi anni, che scampò ad un tentativo di soppressione… “compagna”. Gennaio 2011 Mi sono imbattuta per caso in un’intervista di Julia Roberts in cui raccontava come, dopo aver finito il libro Wonder, avesse chiamato il suo agente e gli avesse detto che avrebbe voluto assolutamente recitare nel film tratto da quel romanzo; continuando a leggere, ho poi scoperto che per lei il fatto di essere madre sia stato determinante. Ero ormai prossima ai quarant'anni quando mi accorsi che la mia vita era trascorsa così, in maniera banale, senza alcuna emozione. Il titolo nasce dalla storpiatura del secondo verso della strofa che il protagonista opera involontariamente in uno dei passaggi più importanti del romanzo quando, interrogato dalla sorella Phoebe su cosa voglia veramente fare da grande, risponde, ispirandosi alla scena evocata dalla poesia di Burns, 'colui che salva i bambini, afferrandoli un. Ero ormai prossima ai quarant'anni quando mi accorsi che la mia vita era trascorsa così, in maniera banale, senza alcuna emozione. A cura di Alessandra Minerbi, con la collaborazione di Anna Sarfatti e Matteo Collotti.