La tela di Penelope. Forma e dissoluzione della coscienza

La tela di Penelope. Forma e dissoluzione della coscienza

di P. Giuseppe Milanesi

"L'amore non tende soltanto a trascinarci al cospetto del vero, come sosteneva giustamente Platone, ma tende a spogliare ogni cosa del superfluo. In questo modo esso procede verso il vero. Goethe afferma che non v'è metro per misurare la natura delle singole cose. Se noi le osserviamo nella loro quiete notturna, esse ci sembrano tanto lontane quanto così vicine e famigliari - complici del nostro stesso silenzio, del nostro stesso mondo che improvvisamente diventa sterminato. Esse sembrano posarsi su una eternità che diventa anche la nostra, per quanto ritroviamo in loro la quiete che è dentro di noi e che non saremmo mai in grado di procurarci da soli senza prima contemplarla in mondi lontani" (Pier Giuseppe Milanesi).

Testo Dall’immagine tesa vigilo l’istante con imminenza di attesa – e non aspetto nessuno: nell’ombra accesa spio il campanello che impercettibile spande Testo Dall’immagine tesa vigilo l’istante con imminenza di attesa – e non aspetto nessuno: nell’ombra accesa spio il campanello che impercettibile spande Testo Dall’immagine tesa vigilo l’istante con imminenza di attesa – e non aspetto nessuno: nell’ombra accesa spio il campanello che impercettibile spande Testo Dall’immagine tesa vigilo l’istante con imminenza di attesa – e non aspetto nessuno: nell’ombra accesa spio il campanello che impercettibile spande.

  • Editore: Ibis
  • Categorie: Filosofia
  • Edizione: 2004
  • Collana: Minimalia
  • Ean: 9788871641683
  • Pagine: 203 p.
  • In Commercio Dal: 01/05/2004